Mi è venuta in mente questa ragazza questi giorni. Ma vi racconterò l'inizio di questa storia triste.Qualche anno fa con una mia amica che viene a trovarmi ogni tanto da Bulgaria decidiamo di fare un fine settimana a Rimini. Era il mese di settembre, c'era ancora il caldo, nonostante l'autunno. Decidiamo di rilassarci per due giorni in un paesino vicino Rimini, se non mi sbaglio si chiamava Marotta. Un albergo tranquillo vicino alla spiaggia, la sera prendevamo la macchina e andavamo a Rimini a divertirci. Una di queste sere siamo usciti da un locale, andando verso il parcheggio. Ad un certo punto dietro la macchina c'era nascosta una ragazza.
"Vi prego, aiutatemi, mi stanno cercando..."-supplicava lei.
Ancora non sapevamo chi fossi lei, quindi le dico:"Sali. Poi avrai tempo di raccontare."
Si chiamava Iva. La sua storia era veramente paurosa. Ci raccontava, mentre eravamo in macchina, andando in albergo.
Come tante ragazze dell'Est ci ha creduto che in Italia avrebbe trovato un lavoro per aiutare la sua madre che l'aveva cresciuta da sola. Le avevano promesso che avrebbe fatto la cameriera. Ma viene venduta per una cifra ad una banda di albanesi che gestivano un gruppo di ragazze per prostituirsi sulla strada. E cosi inizia l'inferno per Iva. Raccontava che uscivano su tangenziale con altre 7 ragazze a prostituirsi. Vivevano tutte in una casa. All'mattino tornavano stanche e dovevano in più soddisfare sessualmente sotto le minacce i quattro uomini (papponi). Dovevano portare un tot di denaro ogni sera, se no, venivano prese di botte. Di giorno erano chiuse in casa, il cibo e vestiti si comprava da questi bastardi, non avevano diritto di dire se piace quel vestito o no. Per un po' di mesi Iva sopportava quel inferno, non conosceva nessuno per chiedere l'aiuto. Quella sera era disperata, non c'è la faceva più dopo aver stata picchiata. Il suo corpo era pieno di lividi. Io e la mia amica ci siamo trovate in una situazione difficile, non c'era tempo per pensare troppo. Decidiamo di portarla a Milano giorno dopo, e poi magari aiutarla per tornare in suo paese. Il problema che non aveva nemmeno il passaporto.
All'mattino dopo ci svegliamo e andiamo a fare colazione in un bar. Tornando in albergo, ci hanno detto che due uomini ci stanno cercando. C'era poco da capire che erano quelli che perseguitavano Iva. Si vede che non siamo state attente e ci hanno seguito. Iva era spaventata, noi anche, perché non sapevamo cosa poteva succedere se la trovavano. Di fretta facciamo le valige e partiamo per Milano. Il viaggio andò bene, nonostante la paura. Ad un certo punto suona il telefono di Iva. Spaventata, risponde. Sentivo anch'io le parole:"Puttana, sei morta! Di' a quelle altre puttane che se le troviamo sono morte anche loro"
Tornando a Milano, ho portato Iva a casa mia. Aveva paura di uscire, ma piano si tranquillizzava. Tra qualche giorno scopro che era in cinta ormai di quattro mesi. Per abortire era tardi. Non si notava nulla perché era una ragazza in carne. Non sapeva nemmeno di chi era in cinta, perché è stata violentata da tutti quattro uomini.
"Cosa vuoi fare?"-chiedo io
"Non lo so. Ma non lo voglio perché è frutto di violenza, di inferno, di sofferenza. Non lo potrei mai amare."
Non sapevo che consiglio darle, lei era decisa di partorire e di lasciarlo in adozione.
Sono passati due mesi da quando era a casa mia. Aveva conosciuto un ragazzo bulgaro, un mio amico che faceva l'operaio nei cantieri. Lui pian pianino le faceva uscire dalla casa, la portava fuori per bere qualcosa. Si vedeva che si piacevano.
Un giorno lei mi disse:"So che sono stata un peso per te. Io e Filippo abbiamo deciso di andare vivere a Roma. Lui ha trovato un lavoro li. Il bambino che nascerà lo facciamo adottare. Grazie di tutto."
Ero felice per lei che aveva trovato un ragazzo onesto, e nonostante le difficoltà non le ha girato le spalle. La mia missione era finita perché non sapevo più come aiutarla. Ci sentivamo ogni tanto al telefono. Sapevo che avevano trovato una famiglia che desiderava adottare il bambino e aspettavano quando Iva partorisse. Avevano trovato una casa in affitto, Filippo lavorava, Iva cercava un lavoro. Poi ci siamo persi di vista.
Qualche mese fa incontrai Filippo a Milano in stazione centrale. Ero sorpresa, volevo sapere come è andata. Iva ha partorito un maschietto, ma ad un certo punto cambia l'idea e non lo vuole dare a nessuno. Adesso ha un lavoro e insieme a Filippo cresce il loro figlio, del passato non vuole ricordarsi più.
Ero felice per loro due, sono felice che ho aiutato una ragazza che è stata poco fortunata.

11 commenti:
Priviet Alexia
che storia...menomale che è finita bene, ed è finita bene soprattutto grazie a te!
Quelle merde umane andrebbero castigate in modo esemplare.
A sentire storie cosi mi vengono brutti pensieri, che vorrei tener lontano.
Sono quel tipo di storie che rafforzano il pregiudizio. Possibile che cosi spesso si senta che sono albanesi questa specie di bestie, di torturatori? Ma come si puo' trattare una donna in questo modo?
Non è solo una questione di interessi illeciti.
Uno puo' fare il ladro, lo spacciatore, ma non è detto per forza che abbia una considerazione cosi bassa della vita umana. Cosi primitiva e bestiale.
D'altro canto mi spiace che queste ragazze abbiano cosi poca sicurezza e consapevolezza di sè da non riuscire a ribellarsi SUBITO, capendo che è anche una questione di habeas corpus.
Ogni persona al mondo deve avere il diritto di non farsi infliggere tali trattamenti disumani.
Sono contento per lei comunque. Spero le resti alla fine un ricordo un po' piu bello di questo paese...ma è difficile, chissà.
ciao!
Privet Michail!
Purtroppo a volte l'ingenuità delle ragazze li spinge a fare i passi sbagliate. Iva è capitata nelle mani delle merde umane. Non importa se sono albanesi, potevano essere anche di un altra razza. Il fatto che poteva essere venduta anche ai rumeni o italiani. I buoni e cattivi ci sono da per tutto. C'è gente onesta e disonesta di tutte le razze.
Avevo aiutato una volta un altra ragazza albanese, era nella stessa situazione. In realtà ho aiutato un mio amico che si era innamorato di lei, e lei di lui. Scapparono questa volta da Roma, cercavano un rifuggio temporaneo a Milano fincè la situazione non si calmava, e lo avevo dato. Questa ragazza albanese era venuta in Italia con il suo fidanzato, che di seguito l'ha fatta prostituirsi. Le ha fatto vedere un altra faccia, del fidanzatino innamorato non c'era più traccia. Non sò come era finita quella storia, una volta andati via, non avevo i contatti con loro.
Mi dispiace per queste ragazze, forse per quello non ho mai rifiutato di aiutare chi mi ha chiesto aiuto.
Alexia, il tuo racconto mi ha scossa moltissimo.
Iva, nella sua ingenuità e nella sua grande sfortuna, ha avuto la fortuna di incontrare te, la tua amica e l'uomo che ha voluto creare con lei una famiglia.
Ti abbraccio forte
E' una storia di coraggio: da parte di Iva, da parte del suo compagno e anche da parte tua, Alexia, e della tua amica.
Il problema è che a frequentare loft o escort, come faccio io, si sa già in anticipo di dare corda a magnaccia e la coscienza rimorde, approfittare di queste ragazze è ignobile. Io mi industrio sempre di rifrequentare sempre le stesse che mi danno una buona convinzione di non avere bastardi alle spalle, ma la certezza non la ho, si instaura un rapporto personale di fiducia qualche confidenza intima, anche parlando alle prime telefonate capire dalla voce se la personalità è forte e quindi fa una sua libera scelta, ma il dubbio rimane, come si fa arrivare dall'estero e trovare subito casa quando qui noi ci mettiamo anni a trovarla? come minimo esiste una regia organizzativa che si fa pagare profumatamente il servizio, se non è sfruttamento, come minimo è taglieggiamento e gli appartamenti sono sempre gli stessi.
Comunque casi come quelli di Iva, schiave picchiate e derubate, io non le ho mai frequentate, sulla strada si vedono da lontano, si può resistere benissimo alla tentazione del piacere, il problema è che anche fra le loft ce ne sono tante ed è difficile capirlo.
Anonimo ha detto...
come si fa arrivare dall'estero e trovare subito casa quando qui noi ci mettiamo anni a trovarla?
Qui ti sbagli. Anch'io so no arrivata in Italia, senza avere una casa. Ma questo non significa che qualcuno ha organizzato tutto per me. E' stata una mia scelta per alcuni circostanze, avevo una amica che già faceva il mestiere. Sono andata a vivere da lei, dividevamo affitto e altre spese. Una volta messo via un pò di soldi mi sono presa la casa per conto mio. Non è difficile trovare la casa, basta avere il denaro per pagarla. La casa non è un problema.
Non è mia usanza frequentare escort, sto muovendo i miei primi timidi passi in questo mondo per me affascinante ma ancora sconosciuto (anche se non al punto di confondere le escort con una marca di automobile ...;-).
Ma trovo che Anonimo abbia sollevato temi importanti: il rischio di trovarsi a essere complice di situazioni di sfruttamento, la coscienza morale, la fiducia.
Personalmente vedo la via d'uscita nella consapevolezza (di chi siamo, di quello che stiamo facendo), nella coscienza della propria (e altrui) dignità, nel coraggio di andare oltre la paura: qualità che emergono dalla storia di Iva.
Ho molto rispetto per chi, come Alexia, porta nella sua attività una sensibilità ai problemi etici e la voglia di comunicare, di scriverci su.
La comunicazione, la capacità di fare uso della parola, il raccontare e raccontarsi sono molto importanti per conquistare il diritto alla nostra dignità di uomini e donne. Anche questo, trovo, emerge dalla toccante storia di Iva.
merlino61 ha detto...
Ho molto rispetto per chi, come Alexia, porta nella sua attività una sensibilità ai problemi etici e la voglia di comunicare, di scriverci su.
Spesso si fraintendono tante cose per via delle storie cosi e si mette tutto nella stessa frittata. Purtroppo la miseria di alcuni paesi dell'Est porta le ragazze dalla disperazione di essere cosi ingenue come Iva. Ma ci sono tante come me con le sue forze sono andate avanti senza fidarsi di nessuno. Poteva capitare a chiunque, anche a me, ma sono stata fortunata. Ma questa è un altra storia che forse la racconterò un giorno. Purtroppo il mondo è pieno di menzogna. Ho sentito sparlare che ci sono anche italiani che vanno in questi paesi, promettendo mari e monti alle ragazze, li portano in Italia e li fanno prostituirsi. Quindi, non importa che nazionalità portano questi esseri umani che sfruttano le donne. Per me sono tutti di una razza, razza di merda.
Razza di merda...
Razza di merda...
Razza di merda...
Albanesi, italiani... quando sono papponi sono una razza di merda.
Ma non ci si deve limitare ad inveire contro questi marci personaggi. Si deve agire.
Come?
E' difficile per un cliente che non abbia le "palle" oppure che abbia una moglie che non conosce il suo vizietto aiutare queste ragazze che hanno la sfortuna di incappare in gente di merda.
E' molto piu' facile farlo per chi non e' ricattabile, oppure gia' conosce l'ambiente, conosce le condizioni da dove queste ragazze sono prelevate, conosce i meccanismi...
Vorrei tanto aiutare tutte le sorelle che si trovano in tale situazione ma non ho questa capacita'; molte non vogliono essere aiutate, alcune trovano rifugio solo nell'immediato e poi ritornano nelle mani dei loro carnefici, e questo mi crea non pochi problemi a livello emotivo.
Credo di capire come tu possa sentirti adesso; cio' che hai fatto e' bellissimoe e ti restera' dentro tutta la vita. Devi provare una sensazione di grande autostima... lo so e ti dico grazie.
Avevo avvertito che dentro di te, sorella, c'era qualcosa che ci accomunava, e se un giorno deciderai di ritirarti e sentirai intimamente e sinceramente il desiderio di dedicarti a chi ha avuto meno fortuna, contattami. :-)
Ciao Falco :-))
Se qualche ragazza avrebbe bisogno di un aiuto, di sicuro non mi metterò a pensare due volte.
Ho un carattere che è difficile da combattere. Non ho permesso mai a nessuno di sottomettermi, non permetterò che lo facesserò anche con le altre. Ho conosciuto altre ragazze che erano in condizioni simili, solo che erano i loro fidanzati che vivevano sulle loro spalle. Hanno dovuto spezzare ogni rapporto con me,perchè non piacevo a loro "fidanzati". Puoi immaginare perchè. Un giorno racconterò tutte le storie che conosco.
Chiara di Notte - Klára ha detto...
"E' difficile per un cliente che non abbia le "palle" oppure che abbia una moglie che non conosce il suo vizietto aiutare queste ragazze che hanno la sfortuna di incappare in gente di merda."
Sorella, sai benissimo che quando si tratta di fare una cosa si cagano addosso, scusa il termine. Ci sono anche quelli che aiutano, ma in cambio se la vogliono tenere come amante. E che deve fare una poveretta, dalla schiava di un pappone diventa la schiava di un monello viziato. Ci sono pochi che aiutano veramente, senza chiedere nulla in cambio.
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